In barba alla noia
Restate tranquilli: non son che postille!
Magari fossi Bridget Jones
Sottotitolo: Sempre caro mi fu Corcolle
Nasco nel 1984 (anno di una fatalità sconcertante che avremmo compreso solo nel 2008 e di Fiordaliso con “Non voglio mica la luna”) in una baracca vicino alla stazione. A riscaldarmi, alcuni militanti dell’estrema destra, che ancora oggi mi stanno col fiato sul collo. Ho pochi ricordi della mia infanzia, tranne due dita che ho perso nel sonno, quando è esplosa una bomba carta… Sono diventata pure mezza sorda, il solo vantaggio è che con me, nessuno è mai riuscito nel gioco “ajhfuisgava che? Stocazzo!” perché non sento veramente a un orecchio. Ho sempre voluto celare la mia nazionalità, perché cedere due dita ok, non è che per forza però debba dare il culo per lavorare in Italia… anche se quando si tratta di buchi non si guarda il luogo di nascita. Avevo circa otto anni quando, quel pomeriggio tornai prima da catechismo perché il prete decise di violentare Pietro, e appresi con proverbiale ottimismo le parole di mio padre: “sei figlia di un altro”. Lo trovai lì sulla porta, vabbè sulla rete da materasso per porta, prima di andarsene: è l’ultimo ricordo che ho di lui. E correvo, correvo, correvo (cit.) e poi sulla sponda del fiume Aniene, mi sono seduta e mi ha morso un ratto. Io, non mi sono fatta niente, ma lui è morto dopo tre giorni, meglio… L’ho venduto al ristorante cinese! Ho sempre avvertito l’imperativo categorico di scrivere, che conviveva perfettamente con la speranza di diventare una spice girls o quantomeno di non essere data alle fiamme mentre cammino: sono una romanticona, lo so. Mentre scrivo, albeggia… anche oggi sono viva, peccato andrà meglio domani.